Mumi senza memoria

Mumi senza memoria

Mumi non ci fa caso, e forse non se ne accorge nemmeno, ma in paese tutti quanti lo prendono in giro. Sì, perché Mumi non è uno come gli altri; Mumi è strano, Mumi è diverso.



Mumi vive solo, senza nessuno, non parla quasi mai, non fa le cose che fanno gli altri, lui non corre, non si affanna, cammina sempre placido e tranquillo per le strade, con il suo filo di lana legato intorno alla caviglia...

(…) Mumi era un tipo semplice, allegro, tranquillo.Viveva in campagna, in un piccolo paese di cui non riusciva mai a ricordare il nome. «Dov’è che vivi, Mumi?» gli chiedevano per divertirsi. «Mah» diceva lui, «non me lo ricordo. Ma che importa, anche se me lo ricordassi, poi me lo dimenticherei».
Ed era vero. Mumi dimenticava tutto. Nessuno sapeva il perché, semplicemente Mumi non riusciva a ricordare. Non ricordava quand’era nato, non ricordava quanti anni aveva, non ricordava nemmeno dove stava di casa e teneva un filo di lana legato alla caviglia per ritrovare la strada.

I problemi nascono quando in paese arriva un uomo ricco. Mentre Mumi prosegue la sua vita placida e tranquilla, nell'animo della gente del villaggio cominciano ad agitarsi sentimenti come l'invidia, la diffidenza e l'esigenza di accumulare sempre più. L'unico che non sembra essere toccato da questa smania è Mumi, che se ne va in giro tranquillo e sempre sorridente. Sarà lui ad avviare la trasformazione che restaurerà l'armonia nel paese, con un elemento in più che solo Mumi poteva dare a tutti.


(…) Solo quando incrociavano il Mumi, che andava tranquillo come fosse sempre domenica, lo salutavano togliendosi il cappello. E non lo canzonavano, forse perché era l'unico che ancora sorrideva. – Scusami, Mumi, – gli diceva qualcuno – se quella volta ti ho preso un po' in giro. E lui: – Ma va' là, non me lo ricordo neppure. – Scusami, Mumi, – gli diceva qualcun altro – se quella volta ti ho rubato le scarpe. E lui: – Non importa, l'ho già dimenticato…

DI QUESTO LIBRO HANNO SCRITTO:

«Una storia con la leggerezza di un filo di lana» Biblioragazzi«Una favola profonda sul perdono e sulla necessità di uscire dai propri individualismi» Mangialibri

«Temi importanti come l'invidia, la diffidenza, la solitudine…» La scatola del tè


«Una di quelle storie che scaldano il cuore»

Buoneletture

Albo illustrato, 32 pagine, età di lettura dai 4 anni
Tematiche: socialità, diversità, solidarietà, comprensione