• Gabriele Clima

Il buen retiro?

Cito da un quotidiano: «A pochi giorni dall'inizio degli esami di maturità migliaia di professori stanno cercando di evitare la rottura di dover tornare al lavoro dopo quattro mesi di semi vacanza. Sono in talmente tanti a marcare visita che in alcuni istituti l'esame è addirittura in forse. C'è chi fugge per paura del virus e chi è già scappato in vacanza e non ha alcuna intenzione di interrompere il buen retiro (…)»



Il buen retiro, direttore S? L'ho vissuto anch'io il buen retiro, quello di mia moglie, insegnante, a cui sono stato accanto in questi mesi di 'semi-vacanza' come lei la definisce, così come sono stato accanto, in qualità di autore che con la scuola lavora, al buen retiro di tutti gli insegnanti che in questi mesi hanno visto i loro sforzi triplicare a fronte dei problemi, immensi, legati alla DAD, alla gestione delle classi, alla comunicazione, alla connessione, alla restituzione, a una scuola lasciata sola - ma questo da decenni - da un ministero che non se ne occupa, e che per questo da sola ha dovuto reinventarsi canali, tempi e modi. A tutto ciò si aggiunge quello che forse è stato il più grande apporto dei docenti in questi mesi, la vicinanza ai loro ragazzi (non alunni, in questo caso, ragazzi), il tentativo, difficilissimo in simili condizioni, di mantenere saldo quello che la scuola è prima di tutto, un organismo sociale. Il buen retiro, direttore S? È vero che non è colpa sua se non sa come lavora o ha lavorato in questi mesi un insegnante, ma è suo dovere informarsi e capire (le due cose non sono ahimè consequenziali) come le cose stanno veramente, prima di scriverle su un quotidiano. Lei auspica, nel suo articolo, pur non citandola, quell'idea di scuola che già era di Salvemini, serietà, precisione, onestà, puntualità, le stesse cose che lei ora disattende, tutte quante, una dopo l'altra, in così poche righe.

Non scriva di scuola, direttore, se non la conosce.

Non scriva, se non sa.

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