• Gabriele Clima

Due lettrici quasi perfette, «Black Boys»

9 marzo 2020, pubblicato su duelettriciquasiperfette.com


Non mi era mai capitato di soffermarmi con il pensiero sulla dedica di un libro per più giorni, eppure questa volta le parole scritte da Gabriele Clima mi hanno fatta a lungo riflettere e mi hanno commossa, come madre e come figlia. Il romanzo si apre infatti con: A mia mamma (1939-2019), cristallo, cardine, presenza.

Quanta parte di se stesso l'autore ci ha regalato in questa dedica, che è anche una delle chiavi di lettura dell'interno libro?  Quanto amore e quanto potere evocativo ci sono all'interno di questi tre sostantivi che custodiscono un sentimento grandissimo, un legame indissolubile che travalica ogni confine. Insomma, prima di iniziare ad analizzare il libro, mi premeva sottolineare che se uno scrittore ti colpisce così profondamente solo a partire dalla dedica, è il probabile inizio di un nuovo amore letterario.


Premessa nella premessa, la scorsa settimana ho ascoltato una bella intervista radiofonica a questo autore (qui il link - merita) e mi sono accorta che del romanzo alcune cose mi erano sfuggite e altre non le avevo considerate nella giusta prospettiva a riprova che ognuno di noi arricchisce la lettura con il proprio personale bagaglio di vita e di esperienze. Non esiste una sola chiave di interpretazione, ma tante quanti sono i lettori e questa consapevolezza da un lato mi ha fatto pensare di non essere stata abbastanza acuta e dall'altro mi ha fatto apprezzare una volta di più le interessanti ed infinite sfumature di cui è fatto ogni evento.  La complessità del mondo e la sua infinitezza.


Ora basta, vi parlo del libro. Chi sono i Black Boys? Sono un gruppo filo nazista, ovviamente razzista e violento al quale si avvicina il protagonista del libro per un motivo molto particolare. Lui infatti ha perso il padre a seguito di un incidente automobilistico causato da un uomo di colore, Moussa Mbaye,  che vuole ritrovare per farsi giustizia da se. Alex non è razzista, non gli importa nulla del colore della pelle di Moussa, vuole solo vendicarsi, perché è a causa sua se lui e la madre hanno riportato gravi ferite nel corpo e nell'anima. A capo dei Black Boys c'è Ferenc, indubbiamente una  brutta persona, un leader dal cuore nero in grado di distorcere la realtà per i propri fini d'odio. Clima lo inquadra benissimo in poche battute, quando Ferenc spiega ad Alex come si fanno proseliti

No, Alex, il punto è un altro. Tu, la gente, la devi caricare, la devi far incazzare. Non devi darle Pericle, devi darle il doping. [...] Quello che si dà agli sportivi. Dai il doping alla gente, Alex, falla incazzare, falla andare su di giri. E poi le dai un motivo per essere incazzata. Gli immigrati?  risponde Alex.   Ferenc sorride. "Lo vedi, allora, che capisci?

Quando Alex comprenderà di essersi messo in una situazione senza via di uscita, perché i Black Boys chiedono più di quanto lui, moralmente, si senta disposto a dare in cambio della vendetta, sarà troppo tardi. Il romanzo si fa concitato, d'azione, in un crescendo d'ansia e di tensione che ci traghetta fino ad un finale, per due diversi colpi di scena, sorprendente. E nella storia emerge prepotentemente la madre di Alex, spezzata dalla vita, ma resiliente e mai vinta. Un'altra citazione è d'obbligo

Mamma che la sua vita l'aveva sempre cavalcata e vinta, e anche quando non era riuscita a dominarla se l'era caricata sulle spalle e aveva continuato; mamma che aveva sempre retto tutto, l'incidente, la morte di papà, e che era caduta, ogni volta, e ogni volta si era rialzata; mamma che era mamma insomma, e nessuno era riuscito mai a spezzare, e se per caso dei pezzi si rompevano lei li rincollava

Questa non è solo una potente dichiarazione d'amore filiale, ma è anche un incoraggiamento, un monito ad accettare la vita, qualsiasi cosa ti offra, per farla tua. Verso la fine del libro c'è un altro bellissimo brano, che nasce dal confronto che il lettore aspetta sin dalle prime pagine, ma non voglio svelarvelo. Anzi, non vi ho detto quasi nulla che possa compromettere il piacere che vi regalerà questa importante lettura. Giustizia, fragilità, razzismo, solitudine emotiva del protagonista, ambientazione in un luogo non definito, deliri e fraintendimenti...tutto concentrato in un romanzo che dovremmo far leggere ai nostri ragazzi, perché le tematiche trattate da un lato sono di stringente attualità e dall'altro eterne.


Ringrazio Gabriele Clima per questo romanzo che sicuramente metterò insieme ad altri (quali "Il buio oltre la siepe" e "L'anno in cui imparai a raccontare storie" per citare i miei due preferiti) sotto la voce Strategie per contrastare l'odio e risvegliare la coscienza. Il doping a noi lettori non interessa ...possediamo l'empatia ed è la nostra ricchezza più grande.

Post

Copyright® 2020
  • Facebook
  • Instagram