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  • Immagine del redattoreGabriele Clima

Come i libri belli - La prof che legge

Un libro delicato e poetico che parla "di tante cose, come i libri belli. Di una bambina; poi di un giocatore di carte, di un disegnatore, di una nuotatrice, di una fotografa, di due sommozzatori che raccontano storie inverosimili, di un pesciolino rosso, di una libraia anche...". Parla anche di altro: di una ragazza malata di leucemia, dei suoi lunghi ricoveri in ospedale, delle sue cure dolorose, ma queste non sono le cose importanti.

Importanti sono le riflessioni che chiudono i capitoli, gli incontri con i vari compagni di stanza, gli interrogativi a cui Agnese cerca di dare una risposta, in particolare quel "perché a me?" che lei rivolge a molte delle persone che incontra, fino a trovare alcune risposte che condivide con il lettore. Sono risposte che fanno bene, come le storie che lei e il suo cane di peluche si raccontano: "fanno bene al corpo e all'anima, e ogni volta che ne racconti una aggiusti un pezzo dell'uno e dell'altra".


Come le buffe barzellette che racconta l'infermiera Ester, convinta che non si debba permettere a una giornata di essere una giornata no; molto meglio indossare un'attitudine positiva, e vedere come va.


Come le foto che scatta la compagna di stanza Aurora, certa che la bellezza sia ovunque, anche nella tristezza. Solo, la si deve cercare con più attenzione, guardando le cose con l'occhio del fotografo.


O come la filosofia pratica di Nina, un'altra compagna di stanza, che dà ad Agnese la risposta definitiva: la vita è una roulette. Mica ti chiedi perché esce il rosso o il nero. Esce e basta, e questo è tutto.


Si sorride e si piange, ascoltando la voce semplice, sincera e coraggiosa di Agnese, e anche al lettore viene voglia di abbracciarla forte e ringraziarla per questa sua lezione di vita.


giugno 2023

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