• Gabriele Clima

Caro Gabriele Clima…

Pordenonelegge, novembre 2017


Caro Gabriele, sono Alessandro, futuro studente di seconda media e appassionato lettore. Ho scelto il tuo libro perché sono rimasto colpito dal titolo, “Il sole tra le dita”, un’immagine così serena, pacifica, calorosa.

Terminata la lettura mi sono chiesto come potesse questo titolo accordarsi con una trama che parla di un contesto sociale difficile, di un bullo considerato una mela marcia da tutti e di un ragazzo con handicap grave che fuggono insieme fuori dagli schemi delle loro vite. Ho cercato quindi di dargli un senso. Per dirla tutta un giorno, che ero al mare, in spiaggia, ho provato ad allungare la mano sotto il sole e ho sentito il calore che mi entrava; in quel momento credo di aver capito la sensazione che Dario e Andy possano aver provato quando hanno visto assieme il mare e il sole e ho quindi attribuito un mio personale significato al tuo libro. Ho pensato che il sole rappresenti la vita e avere il sole tra le dita significa avere in mano la propria vita, avere speranze di modificarla riuscendo ad essere veramente se stessi. Dario ed Andy sentono il sole tra le dita non solo quando appare loro all’orizzonte, ma anche nel momento in cui sono semplicemente loro stessi; due ragazzi che vivono senza condizionamenti, senza i preconcetti delle persone che li circondano; lontano da tutti, sono semplicemente due adolescenti che hanno reciprocamente tanto da darsi.


Non posso dire di essermi immedesimato nei due protagonisti, ma leggere il libro ricercandone il significato, questo sì che mi ha davvero coinvolto. Così come mi ha appassionato il rapporto tutto speciale che si crea tra Dario e Andy e questo perché, pur nella loro diversità, alla fine si somigliano; di certo non fisicamente, ma nel profondo dell’anima. I due si trovano nella stessa situazione, esclusi da tutti e considerati senza possibilità di recupero. Dario assume atteggiamenti da bullo, ma nessuno tra quelli che lo circondano, si chiede perché. Nessuno sa del suo profondo dolore per una madre che vive alla giornata, quasi dimentica di lui e di un padre che lo ha abbandonato troppo presto senza una spiegazione. Ed è proprio questo tassello che gli manca e lo fa sentire instabile. Un senso di colpa che lo imprigiona in un ruolo che non è davvero il suo. Andy invece non viene affatto considerato solo perché diversamente abile e quindi, secondo i più, incapace di avere idee, emozioni, desideri tutti suoi. Sarà la loro amicizia a riscattarli. La loro avventura assieme, permetterà di dare tante risposte e la prima è che liberi da condizionamenti esterni riescono ad essere due ragazzi autonomi, maturi, in grado di comunicare in modo profondo e di tirare fuori il sole che hanno dentro.


Alessandro, 2C

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