I MISTERI DEL POMO D'AMBRA

I misteri del pomo d'ambra

I MISTERI DEL POMO D'AMBRA

Sfilò dal collo il pomo d’ambra e ruotò la parte superiore. Il pomo fece cloc e i due emisferi si separarono…
(Alibel, Il libro nero, pag. 20)

Il termine profumo proviene dal latino “pro fumum” che significa letteralmente “attraverso il fumo” pertanto l’origine etimologica va ricercata nell’utilizzo di alcuni aromi e oli essenziali estratti direttamente dalle piante che anticamente venivano bruciati in offerta agli dei. I monaci, nel tempo, hanno tramandato i poteri terapeutici delle piante, in grado di combattere dolori e malattie, ma al contempo, capaci di ridurre gli odori pestilenziali. Nel Basso Medioevo il profumo si trovava in contenitori di metallo prezioso, prodotti da orafi specializzati, a forma di globo traforato per consentire al profumo delle erbe contenute di esalare al meglio; quest’oggetto era conosciuto con il termine di “Pomo d’Ambra” in quanto inizialmente era una sfera di ambra grigia e poi impreziosito da altre essenze come muschio, zibetto, lavanda, rosa, mughetto…

La forma rotonda simboleggiava vita eterna e forza dell’anima. Il Pomo d’ambra Tra il XIII e il XVI secolo il pomo d’ambra era indossato dalle classi agiate a scopo aromaterapeutico ed era anche considerato un vero e proprio cosmetico deodorante. Il globo portaprofumi aveva dunque importanti qualità terapeutiche, favoriva la digestione e la regolarità intestinale, combatteva le malattie agli organi femminili e l’impotenza maschile, inoltre aveva proprietà calmanti e rilassanti. Poteva essere indossato come gioiello o portato appeso alla cintura o al rosario
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I signori che si avventuravano per le strade della città erano soliti tenere davanti al naso un fazzoletto imbevuto di essenza; quelli più abbienti, invece, stringevano una pomme, un pomo, di profumo o di ambra. Questi pomi odorosi erano piccoli recipienti sferici, realizzati in metallo nobile, talvolta impreziositi da gemme, in cui era contenuto appunto del profumo. Pare siano stati fabbricati già prima del XIV secolo, perché l’imperatore Federico Barbarossa ricevette dal re di Gerusalemme, nel1174, diversi pomi odorosi d’oro pieni di muschio. Il pomo d’ambra, fatto con questa sostanza profumata estratta dalle concrezioni intestinali del capodoglio, viene presentato nel medioevo come rimedio sovrano contro la peste. In questo modo si pensava di sanificazione l’aria prima del suo ingresso nei polmoni, analogamente a quanto avveniva bruciando le pastiglie o i piccoli coni di incenso. Le ho messe sono rimaste in voga per tutto il secolo, il loro contenuto però variava in base alle disponibilità di coloro che le adoperavano. I profumi di origine animale erano i più apprezzati, ma senza dubbio anche i più rari.”

fonte: vestioevo.com