Roby che sa volare: recensioni e spunti

Roby che sa volare… Sappiamo davvero ascoltare i nostri bimbi?

pubblicato su ascoltandolefigure.it Ci sono tantissimi libri che parlano di emozioni, io stessa ne ho un’intera sezione sul blog (che tro
Nessuno sembra capire la sua esigenza di volare tranne la sorellina più piccola, finché un giorno alla sua maestra viene una grande idea… A chi lo consiglio… È un racconto che può essere letto dai 7 anni in poi, ed utilizza un font ad alta leggibilità.
La consiglio anche a tutti gli adulti che si occupano dei bambini: genitori, insegnanti, nonni, maestre di scuola dell’infanzia e primaria, professori, … È una storia delicata, a tratti divertente a tratti misteriosa, che racchiude in sé comprensione, sguardo attento e quella voglia di evasione che tutti conosciamo, ma che solitamente impariamo a gestire con il tempo. Roby non riesce a gestire il suo bisogno di volare, è uno di quei bambini che chiamano iperattivi.
Oggi si sente questo termine, forse fin troppo spesso, ma che cosa nasconde questa iperattività? Roby lo racconta in modo semplice, complice e soprattutto lasciando a tutti i bambini come lui la speranza di essere capiti, ascoltati, aiutati e amati come devono. Alla fine della storia la parola è lasciata allo psicologo Se il racconto parla ai piccoli, il capitolo conclusivo è un monito e un aiuto per i grandi. È scritto da Filippo Mittino, psicologo e psicoterapeuta.
Mittino aiuta a capire chi legge che l’iperattività è una sorta di seconda pelle per questi bambini esattamente come lo è per il vento. Il bambino vola perché è in balia dei propri sentimenti ed è importante che i genitori lo sostengano e lo aiutino a comprendere e a dare un nome alle proprie emozioni. Lo aiutino ad ascoltarsi. “Può capitare che il bambino trovi nella figura materna solo un parziale rifornimento di soddisfazione e si debba così inventare nuove strategie per star meglio”. Da questo nascerebbe il suo bisogno di volare fuori dalla finestra con il vento, ciò viene descritto non per incolpare i genitori, ma per far capire che spesso il problema è relazionale (come sostenuto da Esther Bick già nel 1968). “Ciascuno di noi ha maturato la capacità di gestire le proprie emozioni grazie all’ambiente famigliare, scolastico e a tutti gli altri presidi educativi che frequentano” Ciò che amo molto di questo libro è che non si limita a descrivere un problema o a puntare il dito, ma propone soluzioni reali e invita genitori, insegnanti e chiunque si occupi del bambino a collaborare per permettergli di ridurre sempre di più il bisogno di volare ed imparare a gestire le proprie emozioni anche in età scolare. #recensionirobychesavolare #letteraturaperragazzi #scrivereperragazzi #ragazzicheleggono #giovanilettori #libriperragazzi...
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