• Gabriele Clima

In cerca dell'identità - Elisabetta Favale

Oggi vi propongo un libro che è rivolto soprattutto alla fascia di età cosiddetta Young Adult: "Con le ali sbagliate" di Gabriele Clima. I temi trattati sono di grande delicatezza, l’autore li affronta con toni seri riuscendo comunque a stemperare l’atmosfera con un linguaggio molto colloquiale e alla portata dei giovani lettori, è diretto e risulta molto efficace anche se a leggere è un adulto.

Io l’ho inteso, leggendolo, come romanzo di formazione, l’introspezione di Nino, il protagonista, come anche quella degli altri giovani personaggi viene scandagliata, si portano allo scoperto tutti i sentimenti, le incertezze, i bisogni emotivi e fisici lasciando emergere ritratti struggenti.


Con le ali sbagliate, un titolo che racchiude tutta la storia, molto azzeccato per far capire immediatamente che intanto il protagonista le ali le ha quindi non gli è preclusa la possibilità di spiccare il volo, come deciderà di farlo sarà una sua scelta, una scelta che in giovane età è difficile da compiere soprattutto se si finisce per sacrificare la famiglia e l’amore per le persone care sull’altare della dignità, della libertà che nessuno ha il diritto di violare, neppure un genitore.


La famiglia in cui cresce il protagonista di Con le ali sbagliate è una famiglia normale, genitori che per tutelare la propria serenità minacciata dalla sessualità di un figlio, ricorrono allo strumento che tutto sommato ritengono inattaccabile dal punto di vista morale: la chiesa. Nino viene inserito in una comunità gestita da religiosi allo scopo di intraprendere una “terapia di conversione” o “riparativa” o se volete di “riorientamento sessuale” una scelta questa dei genitori di una crudeltà spaventosa perché è un suggellare la non accettazione del figlio che pure li ama moltissimo e quindi non riesce a opporsi a quella proposta.

“Forse uno dei due deve morire perché l’altro possa continuare a vivere”.

Questo pensiero del protagonista che cita Voldemort e Harry Potter rende magnificamente l’idea del dolore che la strada senza uscita proposta dal padre gli provoca.


Il tema dell’orientamento sessuale viene affrontato dall’autore con grande semplicità, con il pudore che comprensibilmente i personaggi, giovanissimi, della storia provano, il disorientamento, la rabbia nutrita anche nei propri confronti, nella sorte, sono espressi con lucidità, fanno tenerezza quelle domande che si affollano nella mente ma che non si pronunciano perché ci vuole coraggio a pretendere le risposte…

“Quella che tu chiami omosessualità, Nino, non ha nulla a che fare con la tua natura. È una ferita, una ferita dell’anima. Che però si può riparare”.

Lo dice Don Claudio, l’esperto in riorientamento, quello che deve guarirlo.

Secondo il punto di vista del religioso ma anche dei genitori di Nino, alla base di una sessualità non convenzionale deve esserci necessariamente un abuso, qualcosa di grave.

“Don Claudio è stato molto duro con noi, con le scelte che abbiamo fatto, coi nostri genitori anche, perché la colpa è anche loro, dice, per gli a!etti non dati, i comportamenti dubbi, i modelli sbagliati. Mi viene in mente mamma, e le sue cose perfette, dritte, parallele, e sorrido chiedendomi se adesso sarei etero se mamma non le avesse allineate.”

E’ un libro, Con le ali sbagliate, disarmante, il viaggio interiore di Nino è toccante, i genitori non vengono demonizzati per le scelte o i pregiudizi, Don Claudio non appare negativo, cattivo, lui è un uomo di chiesa e crede di rendere un servizio alla comunità, a forza di preghiere si illude di poter cambiare la natura delle persone.

“Alcuni forse, non so, lo capiscono a un certo punto della loro vita, a un certo momento si accorgono di essere così, differenti da come si aspettavano. Io invece no, non l’ho capito, l’ho sempre saputo, così, semplicemente, come una qualunque creatura appena nata sa di essere un gatto, un cavallo, un uccello, un pesce rosso, e il resto della sua esistenza è la semplice conferma di quella consapevolezza. È innaturale? Come può essere innaturale quello che si attua del tuo intimo esistere, qualcosa che sai essere così da sempre, da quando Dio ti ha messo al mondo?”

Non suggerisce giudizi Gabriele Clima, racconta bene i sentimenti. Bravissimo soprattutto perché il suo libro arriva in un momento di grandi tensioni sociali, è importante che ci siano voci in grado di parlare ai giovani con una lingua che non sia quella della violenza e della sopraffazione o delle superficialità o del vittimismo. E’ di qualche giorno fa la vicenda che ha visto coinvolta Giorgia Meloni che in Parlamento si è opposta alla legge contro l’omotransfobia e ha chiesto se siamo sicuri che è ciò che chiedono gli omosessuali. Non si è fatta attendere la risposta di moltissime persone, primo tra tutti Tiziano Ferro che le ha detto “Sì, Giorgia, siamo sicuri”.

Sempre in questi giorni si è diffusa la notizia del documentario intitolato “Francesco” dedicato al pontificato del nostro Papa e diretto dal regista russo Evgeny Afineevsky, sembra che Papa Francesco abbia pronunciato frasi che mostrano un inequivocabile cambio di rotta del Vaticano nei confronti delle famiglie omosessuali ma la cosa ha già suscitato un certo scandalo!

In California è dal 2012 che è in vigore una legge che vieta ai medici che si occupano di salute mentale di minori di ricorrere alla cosiddetta “terapia di conversione” o “riparativa” che è indubbiamente un lavaggio del cervello, una violenza capace di provocare danni irreparabili, ma non so se ci sono leggi simili altrove.


Insomma, sembra che il mondo sia pronto a ogni tipo di cambiamento, a ogni evoluzione, tranne quello che richiede il semplice riconoscimento che siamo tutti uguali.

“Omosessuale. Perché alcuni lo dicono piano, sottovoce, che non si senta troppo ? Oppure forte, come fosse un muro da abbattere. O veloce, cosí finisce prima, o a labbra strette, che non si capisca, o monco, a metà, omo, come un detersivo che lava via la colpa. Perché nessuno riesce a dirlo cosí com’è, semplice, pulito, omosessuale, cosí come va detto ?”

Elisabetta Favale - Linkiesta - 10 novembre 2020

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