• Gabriele Clima

Cantare la diversità - Elena Comana

La prima immagine che mi è apparsa, leggendo, è stata dell'autore che dava forma ai suoi personaggi. Non si trattava questa volta di seguirlo nelle profondità vulcaniche, scendere, senza sapere come risalire, e proseguire, proseguire... No.

L'ho visto creare i suoi personaggi con acqua e argilla, l'ho visto come uno dei protagonisti del romanzo “Argilla”, di David Almond. Li creava in quello stesso modo. Li tirava fuori dalla terra e li plasmava, a mano, con calma, seduto in cucina. Questa volta in cucina seduto c'è l'autore, ancora lo vedo, e qui mi siedo per dare forma e voce, a mia volta.

Se nei precedenti, in Black boys e nel Lupo, il viaggio era mozzafiato nell'energia del fuoco, profondo e più profondo ancora, questa volta m'è parsa l'acqua l'elemento principale, e la terra, creta da cui escono i personaggi. Acqua che avvolge, acqua sinuosa che sale piano, dilagando, affogando, come lente spire che tolgono vita e respiro. Acqua come ghiaccio, sottile su cui scivolare attenti a non provocare crepe. Una sola crepa e via, come fa la ghianda ne “L'era glaciale”: tutto il mondo in frantumi.

Il piano di lettura non profondo, inabissato. In superficie portato in chiaro.

Si dice di questo libro, scomodo. Ribaltando il punto di vista è comodo come qualcosa di complesso che vedi limpido, seduto in poltrona. Non era mai stato così semplice, capire. Sempre riportando lo sguardo ai protagonisti del Lupo e di Black boys, tutto pare rovesciato: il ragazzo è trasparente, chiaro, quasi risolto dentro di sé. Lui, si sa. E' abitato da bellezza, delicatezza, timidezza. Desidera profondamente entrare in sintonia con i suoi familiari. I genitori lo amano immensamente, lo accompagnano. Ma non sono genitori risolti questi, a buon punto sulla via, son fermi dietro le inferriate e lì cercano di tenerlo, con loro nella gabbia, posto fisso sicuro, regolare.

Nella narrazione l'agente patogeno è esterno al protagonista. Non è suo il malessere, il bisogno di risoluzione, la fatica e la deviazione dal percorso, è dei suoi genitori.

Mi ha ricordato questo schema l'organizzazione delle energie in Medicina Tradizionale Cinese: in MTC si considerano energie interne e esterne all'organismo, benefiche o patogene. Esistono “energie patogene esterne”, da fuori invadono l'organismo portandolo alla disfunzione e alla malattia eventuale. Anche dette “energie perverse esterne”. Si incasella quest'ultima definizione perfettamente nella storia: l'energia perversa, è esterna al protagonista.

È nei genitori, è la loro deviazione che cerca di invadere l'organismo del figlio, portare scompiglio, dubbio, lacerazione, frantumazione dell'io che non sanno riconoscere. Tentano disperatamente di raddrizzare la sua espressione, di fargli scrivere la sua storia dentro un'ordinata pagina a righe e quadretti. Lui, è una tela di Chagall.


Non è certo facile fare i genitori, questi non ci riescono benissimo, con tutto l'amore che provano. E' forte e precisa, chiarissima la loro azione, la si può toccare con mano: è acqua densa, vellutata, soffocante, manipolativa, che abbraccia fino a stringere e far annegare dentro un amore che ingloba, soffoca la vita. Come nel principio della rana bollita di Chomsky, se non ti accorgi in tempo, non riesci più a uscire e metterti in salvo.


E' certamente questo un testo bellissimo e utilissimo per ragazzi, una voce chiara che canta le diversità, le tante possibilità dell'essere e dell'amore, preziosissimo nel tempo della crescita e della ricerca di sé. Preziosissimo per genitori e educatori.


Ma è molto di più. Il tema non è semplicemente la diversità, il tema è l'unicità. Va da sé che ognuno è diverso, e quella è la sua unicità. Quelle le sue ali per volare.

“... e pensavo che quella era la mia bellezza ...”

Questo libro è una guida per tutte le età, per tutti i tempi della vita.


Sarebbe bello riportare le bellissime frasi, i meravigliosi personaggi, le risonanze di Lara, ma non voglio togliervi il piacere. Grazie a Gabriele Clima. Grazie a Uovonero editore che ci ha fatto sognare già dalla copertina.


Elena Comana - 31 ottobre 2020

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