ROMA E IL NUOVO REGNO D'ITALIA

Roma e il nuovo regno d'Italia

ROMA E IL NUOVO REGNO D'ITALIA

– Sai cosa ti dico? – Fece una breve pausa, in cui non si udì altro che un gocciolio lontano. – Che questi senzadio, fra un po’, entrano in Roma. Entrano in Vaticano, garantito. E allora sì che l’inferno si aprirà!
(Alibel, Il libro nero, pag. 238)

La Questione Romana, ovvero la storia che portò Roma all'interno del nascente regno d'Italia, inizia ufficialmente nel marzo del 1860. Di seguito, in sintesi, le tappe del processo che portò in dieci anni alla fine del potere temporale della Chiesa e alla conseguente annessione di Roma al nuovo regno.

11 e 12 marzo 1860 – Si svolge il primo Plebiscito per l’annessione delle Romagne, dei ducati di Modena e Reggio, del ducato di Parma e Piacenza e del granducato di Toscana. Le annessioni vengono formalizzate tra il 18 e il 22 marzo.

26 marzo 1860 – Il papa, Pio IX, scomunica i governanti responsabili dell’annessione al Regno di Sardegna dei legati pontifici (Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì). Nei mesi successivi, grazie alla Spedizione dei Mille capitanata da Giuseppe Garibaldi, vengono annesse anche le province siciliane e napoletane, insieme a Umbria e Marche.

17 marzo 1861 – Viene proclamato ufficialmente il Regno d’Italia.

25 marzo 1861 – Camillo Cavour pronuncia il celebre discorso “Roma, Roma sola deve essere capitale d’Italia” e fa votare al Parlamento la designazione di Roma come futura capitale del Regno. Ma il progetto di Cavour non è attuabile senza il consenso della Francia, che dal 1849 tiene un presidio militare a Roma in difesa del papa.

29 agosto 1862 – Dalla Sicilia, Garibaldi tenta la marcia su Roma, ma l’esercito italiano interviene per non inimicarsi la Francia. Napoleone III è pur sempre il migliore alleato dell’Italia. Garibaldi viene fermato e ferito sull’Aspromonte dall’esercito regolare. Viene fatto prigioniero e mandato a Caprera.



15 settembre 1864 – È chiaro che la Questione Romana va risolta perché condiziona la politica italiana e francese. Italia e Francia firmano una Convenzione per normalizzare i rapporti tra lo Stato italiano e lo Stato pontificio. I termini della Convenzione prevedono che la Francia ritiri entro due anni le sue truppe da Roma e, in cambio, che l’Italia si impegni a non attaccare lo Stato pontificio, ma a difenderlo da eventuali aggressioni esterne. Il governo italiano consente inoltre che il papa organizzi un corpo di volontari cattolici a difesa di Roma. Una clausola, inizialmente tenuta segreta, prevede il trasferimento della capitale del Regno da Torino a Firenze, come simbolica rinuncia a Roma. Quando la notizia viene alla luce, a Torino scoppiano tumulti di protesta. I soldati presidiano la città e aprono il fuoco: 52 morti e 137 feriti.

8 dicembre 1864 – Pio IX pubblica l’enciclica "Quanta cura", che conferma l’intangibilità del potere temporale della Chiesa. Il Sillabo, allegato all’enciclica, condanna gli errori dell’era moderna, ed in particolare i principi del liberalismo e del socialismo, ma anche le idee della Rivoluzione francese e del Risorgimento italiano.

Le posizioni intransigenti della Chiesa accelerano il processo di laicizzazione dello Stato, processo già iniziato quindici anni prima nel Regno Sardo con le Leggi Siccardi.

2 aprile 1865 – Il nuovo Codice Civile toglie ogni effetto al matrimonio religioso.

7 luglio 1866 – Vengono soppressi gli Ordini e le Congregazioni religiose ritenute inutili per la vita spirituale degli Italiani. Il demanio statale incamera i beni degli enti soppressi.

20 giugno – 12 agosto 1866 – La Terza Guerra d’Indipendenza svuota le casse dello Stato, con un costo totale di 800 milioni di lire.

15 agosto 1867 – Per far fronte al grave disavanzo post bellico, pari a 721 milioni di lire, lo Stato mette in liquidazione tutto l’asse ecclesiastico.

La grande borghesia terriera si accaparra a prezzi stracciati la maggior parte degli edifici e dei terreni. I grandi latifondi, privatizzati, vengono recintati. Spariscono le terre di uso comune, insieme ai diritti di pascolo, di legnatico e di erbatico. Si aggrava la miseria dei contadini già poverissimi.

3 novembre 1867 – Garibaldi mette in atto un nuovo tentativo di occupare Roma. Nella battaglia di Mentana le truppe francesi e pontificie costringono i garibaldini a ripiegare.

30 gennaio 1868 – La Santa Sede decreta il NON EXPEDIT, cioè NON CONVIENE ai cattolici partecipare alla vita politica. Il NON EXPEDIT ha come conseguenza la laicizzazione della politica.

8 dicembre 1869 - Pio IX apre il Concilio Vaticano I, durante il quale proclama il dogma dell’infallibilità del papa.



19 luglio 1870 – La Francia dichiara guerra alla Prussia.


20 agosto 1870 – Napoleone III richiama in patria tutti i militari stanziato a Roma.


1 settembre 1870 – Nella tragica battaglia di Sedan la Prussia infligge una dura sconfitta alla Francia e Napoleone III si consegna prigioniero con tutto il suo esercito. La resa della Francia apre all’Italia la strada per Roma.


​10 settembre 1870 – Falliti i tentativi diplomatici per una soluzione pacifica, iniziano i preparativi militari. Un esercito di 50.000 uomini passa il confine dello Stato pontificio, dirigendosi su Roma. Fallite anche le trattative di resa, l’esercito italiano passa all’attacco della città.


20 settembre 1870 – La Breccia di Porta Pia consente alle truppe italiane di entrare in Roma. Pio IX si rinchiude in Vaticano e si dichiara prigioniero politico. Per quasi sessant’anni i suoi successori non usciranno dai palazzi vaticani.


2 ottobre 1870 – Con la presa di Roma finisce il potere temporale della Chiesa. Con un plebiscito, Roma e il Lazio vengono annessi al nuovo Regno d’Italia

fonte: www.camillocavour.com